Blog

Non categorizzato

DIRITTO A 360° -n.4-22/9/2020

CHI DEVE INTRODURRE LA MEDIAZIONE NELLE CAUSE DI OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO?

La questione giuridica, per anni dibattuta, su a chi spetti l’onere di introdurre la mediazione nei procedimenti di opposizione a decreto ingiuntivo, fra l’opposto e l’opponente, è stata risolta dalla Suprema Corte di Cassazione con la sentenza a Sezioni Unite 19596/2020.

L’art. 5 del D.lgs. 28/2010 dopo avere previsto che chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa a una controversia in una delle materie indicate dalla medesima norma è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Tuttavia, prosegue al comma 4, stabilendo che la predetta disciplina non si applica ai procedimenti per ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione.

La questione è stata sottoposta alle Sezioni Unite con la Sentenza 18741/2019 al fine di dirimere il contrasto insorto tra le due tesi contrapposte.

Secondo un primo orientamento l’onere processuale di introdurre la mediazione dovrebbe ricadere in capo al creditore ingiungente in quanto nel caso dell’opposizione a decreto ingiuntivo colui che ingiunge è attore in senso sostanziale e il precetto di cui all’art. 5 del D.lgs. n. 28 del 2010, ricade su chi intende esercitare in giudizio un’azione, il quale deve quindi subire gli effetti negativi della propria omissione.

Secondo altro orientamento l’onere processuale dovrebbe ricadere sul debitore opponente, sul quale ricadrebbero anche le conseguenze negative nel caso di mancato esperimento del procedimento di mediazione (cfr. Cass. 3 dicembre 2015, n. 24629), in quanto è lui ad essere interessato alla corretta instaurazione e prosecuzione del processo ordinario di cognizione, al fine di fare valere le proprie ragioni.

Qui di seguito il testo integrale della sentenza.