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Artt. 392, 393 e 610 c.p.

Pubblicazione del 29 luglio 2020

Art. 392 c.p. – Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose

  1. DEFINIZIONE DEL REATO

Chiunque, al fine di esercitare un preteso diritto, potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo, mediante violenza sulle cose, è punito a querela della persona offesa, con la multa fino a euro 516.

Agli effetti della legge penale, si ha violenza sulle cose allorché la cosa viene danneggiata o trasformata, o ne è mutata la destinazione.

Si ha, altresì, violenza sulle cose allorché un programma informatico viene alterato, modificato o cancellato in tutto o in parte ovvero viene impedito o turbato il funzionamento di un sistema informatico o telematico.

2. NATURA GIURIDICA

  • Delitto
  • Procedibilità a querela di parte
  • Reato istantaneo
  • Di danno
  • Contro l’amministrazione della giustizia

3. BENE GIURIDICO TUTELATO

Interesse a garantire l’esclusiva competenza dell’autorità giudiziaria nella soluzione delle controversie.

4. OGGETTO MATERIALE DEL REATO

Violenza sulle cose al fine di arbitrariamente esercitare un preteso diritto, potendo ricorrere al giudice.

5. SOGGETTO ATTIVO DEL REATO

Reato comune

Reato monosoggettivo

6. SOGGETTO PASSIVO

Proprietario o possessore delle cose sulle quali viene esercitata violenza

7. ELEMENTO OGGETTIVO DEL REATO

Reato di evento a forma vincolata

Reato commissivo

8. ELEMENTO SOGGETTIVO DEL REATO

Dolo specifico

9. FORMA DI MANIFESTAZIONE DEL REATO

Consumato

Concepibile il reato in forma tentata

Art. 393 c.p. – Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone

  1. DEFINIZIONE DEL REATO

Chiunque, al fine indicato nell’articolo precedente, e potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sé medesimo usando violenza o minaccia alle persone, è punito, a querela dell’offeso, con la reclusione fino a un anno.

Se il fatto è commesso anche con violenza sulle cose, alla pena della reclusione è aggiunta la multa fino a euro 206.

La pena è aumentata se la violenza o la minaccia alle persone è commessa con armi.

2. NATURA GIURIDICA

  • Delitto
  • Procedibilità a querela di parte
  • Reato istantaneo
  • Di danno
  • Contro l’amministrazione della giustizia

3. BENE GIURIDICO TUTELATO

Interesse a garantire l’esclusiva competenza dell’autorità giudiziaria nella soluzione delle controversie.

4. OGGETTO MATERIALE DEL REATO

Violenza o minaccia sulle persone al fine di arbitrariamente esercitare un preteso diritto, potendo ricorrere al giudice.

5. SOGGETTO ATTIVO DEL REATO

Reato comune

Reato monosoggettivo

6. SOGGETTO PASSIVO

Soggetto contro il quale venga esercitata minaccia o violenza

7. ELEMENTO OGGETTIVO DEL REATO

Reato di evento a forma vincolata

Reato commissivo

8. ELEMENTO SOGGETTIVO DEL REATO

Dolo specifico

9. FORMA DI MANIFESTAZIONE DEL REATO

Consumato

Concepibile il reato in forma tentata

Art. 610 c.p. – Violenza privata

  1. DEFINIZIONE DEL REATO

Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni.

La pena è aumentata se concorrono le condizioni prevedute dall’articolo 339.

2. NATURA GIURIDICA

  • Delitto
  • Procedibilità d’ufficio
  • Reato istantaneo
  • Di danno
  • Contro la libertà morale

3. BENE GIURIDICO TUTELATO

Libertà di autodeterminazione.

4. OGGETTO MATERIALE DEL REATO

Costringere altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa attraverso violenza o minaccia.

5. SOGGETTO ATTIVO DEL REATO

Reato comune

Reato monosoggettivo

6. SOGGETTO PASSIVO

Chiunque sia costretto a fare, tollerare od omettere qualche cosa attraverso violenza o minaccia.

7. ELEMENTO OGGETTIVO DEL REATO

Reato di evento a forma vincolata

Reato commissivo

8. ELEMENTO SOGGETTIVO DEL REATO

Dolo generico

9. FORMA DI MANIFESTAZIONE DEL REATO

Consumato

Concepibile il reato in forma tentata